[Intervista] Un italiano a Parigi

13 novembre 2018, Alessandro P.

Marco è un italiano nato e cresciuto in un piccolo paese in Puglia che, vent’anni fa si è trasferito a Parigi per aprire un ristorante e realizzare le sue ambizioni. In questa intervista condivide con Sirelo la sua esperienza da italiano emigrato a Parigi.

Buongiorno Marco, raccontaci come e quando hai deciso di trasferirti a Parigi

Buongiorno, la mia scelta di trasferirmi in Francia fu dettata da una necessità di cambiare vita dopo la perdita della mia prima moglie. Quando sono arrivato conoscevo davvero poco della città e soprattutto della cultura del posto, ma a me stava bene perché la mia priorità era proprio cambiare vita.

Il cambiamento, poi, è arrivato. Ad oggi posso dire che Parigi è la mia casa ed è qui che anni fa ho deciso di risposarmi e mettere su famiglia.

Come descriveresti una tua giornata tipo a Parigi?

A Parigi è difficile vivere una vita di routine, è una città così variegata che non vivi mai un giorno uguale ad un altro, una cosa che adoro fare ogni mattina è una passeggiata ben presto nel Marais per poi andare nei negozi di fiducia dove acquisto gli ingredienti che poi affido agli chef del mio ristorante.

Com’è cambiata Parigi rispetto a vent’anni fa nei confronti di chi giunge qui dall’estero?

Sicuramente quando io arrivai qui c’erano più differenze culturali e linguistiche rispetto ad oggi, e le comunità internazionali erano molto meno integrate nella popolazione locale, quindi era più difficile vivere un’autentica esperienza da italiano a Parigi.

Ad oggi i ragazzi che arrivano a Parigi trovano una città molto più internazionale, come tutte le capitali europee del resto, in più ovviamente ovunque si vada si può parlare in inglese quindi la barriera linguistica per qualcuno come uno studente non è più davvero un ostacolo. Di contro c’è però che al giorno d’oggi trovare una sistemazione in città per chi viene dall’estero è un’esperienza ancora più frustrante che negli ultimi anni.

Quale cucina preferisci: italiana o francese?

Per lavoro mi occupo sostanzialmente di cucina italiana per clienti francesi, che almeno nel mio caso hanno degli standard di qualità piuttosto alti, quindi ti rispondo così: piatti italiani ma palato francese. Il buon cibo è un po’ come un’arte e in quanto tale ha bisogno di intenditori che sappiano apprezzarlo.

emigrare a parigi

Come definiresti la tua esperienza con i parigini?

Premettendo che ormai mi sento anch’io tanto parigino quanto italiano, il primissimo impatto aveva confermato un po’ le mie paure basate sugli stereotipi che vedono i parigini come un popolo inospitale e ostile verso gli immigrati ma nella mia esperienza sono riuscito a integrarmi in maniera abbastanza indolore, in realtà tra i parigini c’è una sorta di senso di comunità quindi dopo aver familiarizzato con la vita di Parigi non è difficile trovare persone gentili e disponibili o fare amicizia.

Mia moglie, oltretutto, è di qui. Lei incarna l’opposto di tutto ciò che sono gli stereotipi sui parigini, quindi non posso che definire l’esperienza con gli abitanti del posto più che positiva.

Cosa vorresti che l’Italia prendesse dalla Francia?

Gli italiani sono un popolo molto sereno e amichevole ma l’epoca che stiamo vivendo richiede un forte senso critico e volontà di agire, gli italiani di oggi accettano tutto passivamente e raramente fanno qualcosa per cambiare ciò che reputano ingiusto, in Francia quando viene presa una decisione impopolare, la popolazione fa sentire la propria risposta.

Qual è il miglior periodo per una vacanza a Parigi? E per un trasloco?

Ci sono due periodi dell’anno in cui trovo che Parigi abbia un fascino magnetico, il primo è la primavera: periodo in cui purtroppo pochi possono permettersi un viaggio, ma per chi ne ha la possibilità, vale indubbiamente la pena. I colori della città in quel periodo regalano uno spettacolo unico.

Un altro momento perfetto per scoprire Parigi è ovviamente il periodo delle feste natalizie, l’atmosfera qui è davvero magica tra dicembre e gennaio, anche se naturalmente rispetto al periodo primaverile, in quelle settimane la città si riempie di turisti e i prezzi degli hotel salgono alle stelle.

Per quanto riguarda traslocare a Parigi, non è davvero mai troppo tardi. Venire a vivere qui per un italiano significa cambiare completamente prospettiva e abitudini e questo vale a qualsiasi età e in qualsiasi periodo dell’anno, sicuramente la scelta per i più ricade sul periodo estivo per trasferirsi prima che si cominci a lavorare o a studiare, ma in tal caso è sicuramente meglio partire con largo anticipo perché trovare una sistemazione e ambientarsi richiederà molto più tempo di quello che ci si aspetta, soprattutto in un periodo come a fine estate quando la maggior parte degli studenti arriva in città.

Cosa ti senti di consigliare ad un italiano a Parigi arrivato oggi?

Parigi è una città che può dare tanto a tutti, ma solo se la si vive così com’è! Il mio consiglio è di non forzare uno stile di vita pur di non cambiare abitudini o mentalità, come molti fanno. Piuttosto, direi che è meglio prendersi un po’ di tempo per capire questa città, i suoi abitanti, i suoi ritmi e le sue usanze, ed entrare gradualmente a farne parte, senza cambiamenti traumatici. Solo così si può ottenere il meglio dalla propria esperienza di italiano a Parigi!

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